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GALLERIA ALBERTO SORDI La Galleria

La Galleria nel centro di Roma

 

Un tempio della finanza e del commercio: così apparve ai romani la Galleria di Piazza Colonna al momento della sua inaugurazione, nell’ottobre 1922, con i suoi negozi e i suoi uffici bancari appena completati dopo anni di lavori. Imponente su via del Corso, s’inaugurava finalmente un edificio di dimensioni enormi, multifunzionale poiché destinato contemporaneamente ad uffici e commerci, costruito in seguito a un acceso dibattito, avviato nei primi anni di Roma capitale, e a un progetto d’eccezionale ambizione. Anche grazie a questi caratteri, la Galleria può esser considerata insieme l’ultima architettura della Roma giolittiana e la prima della Roma novecentesca.

 


Al centro del Campo Marzio di età imperiale, di fronte alla colonna coclide di Marco Aurelio, affacciata su una piazza dove prospettano architetture illustri della Roma moderna e, in particolare, il cinquecentesco palazzo appartenuto nel Seicento ad Agostino Chigi, l’area dove sorge la Galleria è stata occupata per secoli dalla mole del Palazzo Spada, poi dei Duchi di Piombino. Nel 1888 ragioni di viabilità e soprattutto di opportunità speculativa, su un lotto dall’eccezionale valore economico e simbolico, convincono il Municipio di Roma a ordinare la demolizione dell’edificio e avviare così la vendita delle aree, da destinarsi a un intervento di nuova costruzione, che avrebbe fruttato redditi notevoli al centro della nuova capitale d’Italia.

 


Dopo una serie di progetti fantasiosi quanto poco realizzabili, nel 1908 l’architetto livornese Dario Carbone, reduce dalla realizzazione di via XX Settembre a Genova, presenta una proposta finalmente credibile, che riesce a imporsi presso la giunta municipale guidata da Ernesto Nathan. Nella veste  - inedita, almeno nel panorama romano - di architetto, impresario edilizio e promotore immobiliare, Carbone riesce con grande abilità a superare ostilità e crisi economiche, polemiche artistiche e battaglie politiche, oltre a una guerra mondiale, consegnando alla città un’architettura tardoeclettica che, nonostante la lunga gestazione, presenta caratteri di notevole ricchezza d’impianto tipologico e apparati decorativi, dai pavimenti ai lucernari, ancora in gran parte visibili.

 


Erede di una tradizione che, in Italia, è testimoniata almeno dalla Galleria Vittorio Emanuele di Milano e dalla Galleria Umberto I di Napoli, la galleria romana si inscrive in una sequenza di architetture civili, dedicate al commercio, che trasformano molte aree centrali della città europea nel corso del secondo Ottocento. Tali edifici, non solo a Roma, sono stati per decenni non soltanto occasioni d’investimento finanziario e promozione immobiliare, ma anche opportunità di sperimentazione dei codici dell’architettura eclettica, grazie alla propria incontestabile novità tipologica e funzionale.
Oggi la Galleria di Piazza Colonna è uno dei luoghi più noti e affascinanti della città, sia per la centralissima collocazione, sia per il pregio della sua struttura architettonica, sia per il mito che da sempre ha accompagnato la frequentazione di questo luogo.


La Galleria, come la stessa Piazza Colonna su cui si affaccia, prende il nome dalla Colonna di Marco Aurelio, detta anche Antonina, eretta tra 176 e il 192 d.C. La piazza, voluta da Papa Sisto V, sorge sulla centralissima via del Corso ed è circondata da alcuni dei più importanti palazzi storici di Roma: Palazzo Chigi, oggi sede del Consiglio dei Ministri, Palazzo Wedekind, sede storica del quotidiano “Il Tempo”, Palazzo Ferrajoli, appartenuto a nobili famiglie come gli Aldobrandini. La struttura era ideata con caratteristiche diverse dagli altri palazzi romani ma si inserì perfettamente nel tessuto urbano della Capitale, rispondendo anche all’esigenza della borghesia nascente di vivere una mondanità scandita da passeggiate familiari, incontri ai caffè e acquisti in eleganti negozi. La pianta dell’edificio è di forma rettangolare con due lati smussati e lo Spazio interno caratterizzato da un percorso a “V” centrale, lungo il quale si collocano tutti i negozi e le attività commerciali. Tale “V” è rivolta come vertice verso Piazza Colonna, dove è ubicato l’ingresso principale, gli altri ingressi sono posti lungo il lato opposto su via di Santa Maria In Via; inoltre alcuni negozi possiedono vetrine ed accessi lungo gli altri due lati. L’immobile si sviluppa per sei piani fuori terra, oltre il piano di copertura, ed un piano entro terra.

 


Al piano terreno è attraversato dalla galleria pedonale pubblica coperta. I piani secondo, terzo, quarto e quinto sono destinati ad uffici dalla data di costruzione dell’immobile; parte del piano interrato, il piano terreno, il piano soppalchi e il primo sono tutti destinati a singoli esercizi commerciali. I rivestimenti della facciata sono in parte in bugnato, in parte con fregi di marmo e travertino. Gli infissi interni sono in legno di castagno e le pavimentazioni di parquet e di pregiati marmi policromi. Attraverso idonee chiusure, vetro e lame d’aria, la Galleria risulta isolata rispetto agli elementi esterni sia acusticamente che climaticamente.

 

Nel 2003 si è concluso il complesso e raffinato lavoro di restauro operato dal  Gruppo Lamaro e durato tre anni, che ha ridato splendore e vitalità al complesso, preservando sapientemente il valore storico ed architettonico dell’edificio e coniugandolo con la necessaria innovazione e funzionalità, sotto il vaglio della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali.

 

Il centro commerciale che ne è sorto si configura oggi come una grande galleria prestigiosa, moderna e allo stesso tempo storica, dotata di grande confort e sicurezza e di caratteristiche affini alle migliori gallerie commerciali europee. L’ubicazione eccezionale, nel cuore della città dove sono numerose le presenze storiche ed artistiche, il passaggio continuo di visitatori italiani e stranieri, gli ottimi collegamenti di trasporto pubblico, rendono l’edificio un luogo privilegiato per il commercio. La formula commerciale adottata rispetta la vocazione storica originaria di galleria commerciale: tutte le attività si affacciano sulla galleria pedonale coperta al piano terreno, formando un unico sistema di negozi e boutique di eccellenza che l’hanno resa la più prestigiosa e qualitativa vetrina commerciale della Capitale.

 

Sorgente Group ha realizzato nel 2011 il volume “La Galleria di piazza Colonna” edito da Allemandi & C., ripercorrendo la storia della Galleria, oggi Alberto Sordi, e della piazza che la ospita, con le sue importanti eredità architettoniche.

Il racconto sulla Galleria si arricchisce di note di storia del costume che ci proiettano nel passato, per approfondire dinamiche sociali e storiche, grazie a diversi contributi scientifici tra cui quelli di: Valerio Massimo Manfredi, Claudio Strinati, Eugenio La Rocca, Carlo Olmo, Sergio Pace, Francesco Piccolo. Il considerevole bacino di utenze, la presenza continua di turisti, la natura storico-artistica dell’edificio, lo rendono un luogo privilegiato non solo per il commercio, ma anche per le esposizioni e gli eventi culturali. Per questo motivo il Gruppo ha pensato di destinare permanentemente una parte degli Spazi interni della Galleria all’esposizione di mostre fotografiche, aderendo al protocollo di Romaexhibit, promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale (www.romaexhibit.it).